martedì 21 dicembre 2010

Scrivi

Scrivi che non ti passa.
Scrivi e pensi, ma non se ne va.
Scrivi, cancelli, riscrivi e resta lì. Ti guarda da dentro e ti punge nel vivo, e fa male e non lo sopporti.
Scrivi e ti sposti su altro, ma sempre lì torni.
Scrivi e ti lasci andare, ma niente.
Scrivi che c'è anche altro, ma adesso non lo vedi.
Scrivi che non ha senso, non è naturale, eppure esiste e persiste.
Scrivi di quando se ne andrà quest'amarezza e vorresti che fosse il prima possibile.
Scrivi. E qualcosa passerà.

lunedì 1 novembre 2010

Germogli

Pesante non farsi sentire. Stare in una stanza ovattata e non udire nemmeno le proprie urla. Aprire la finestra e trovare mattoni anziché un panorama di campi o di mare. Correre e sudare e trovarsi sempre nello stesso posto.
Nemmeno quella parte di te razionale, concreta, sempre ragionevole che ti potrebbe dire di fermarti, di cambiare strada e registro si fa viva. E non sarebbe per nulla convincente adesso. Anzi, la sentirei noiosa e saccente. Oltre che troppo comoda.
Ora ascolto l'angolo di cielo che non voglio mai dimenticare, il campetto da calcio di quand'ero bambino, l'istinto attento che coglie odori, sfumature, anche quelle più impercettibili. E' fatica, a volte. Ma chi me lo fa fare di perdere lo stupore, la gioia di costruire, la meraviglia di vedere un germoglio che cresce e di sapere che un giorno le potrò finalmente regalare un fiore?

Ora slegale

Oggi fa presto buio pesto. E' da ieri che le lancette sono rientrate all'ovile, seguendo il corso naturale della luce del sole.
Il risultato è che la penombra fa capolino già dalle quattro del pomeriggio, specie se piove fitto e noioso come oggi.
Mi ha sempre intrigato l'ora legale. Quello spostare indietro (o avanti) l'orologio, cancellando o aggiungendo arbitrariamente un'ora che non c'è.
Cosa succede in quell'ora? I treni partiti alle 02:58 e che fanno un tragitto breve arrivano prima di quando sono partiti? Così gli aerei? E non è che scompare quello che ho fatto dalle due alle tre?
E se ho conosciuto, visto, incontrato una persona, sarà fantasma o realtà?
Sono i pensieri che arrivano ogni sei mesi. E che se ne vanno pochi giorni dopo.
Intanto un'altra ora è passata.

sabato 16 ottobre 2010

Piove, senti come piove

Oggi è la pioggia sul tetto di casa a farmi compagnia. L'unico rumore che avverto, l'unico segnale di attività al di fuori di qui.
Oggi dovrei essere dispiaciuto di essere melanconico. E invece un po' mi crogiolo in questo sentore, lo cullo come un segno di vitalità.
Quei brividi di spleen che mi corrono ogni tanto lungo la schiena riattivano sensibilità dimenticate, raccontano lo stato d'animo e lo mettono a nudo. E' come una radiografia senza effetti collaterali, uno specchio a infrarossi che descrive la condizione che sto vivendo. Uno strumento utile e gentile, anche quando tornerà il sole.

martedì 10 agosto 2010

Tempi moderni

L’amore moderno ha poco tempo. Corre. Contempla tutto il resto e si deve incastrare con esso. E’ una porzione, sottile, di una torta molto più grande.
Deve combaciare: con le convenzioni, coi doveri, con i piaceri, con tutto il resto. Che si adatti, questo amore, alla vita vera, che il tempo e le energie sono beni preziosi.
C’è un binario anche per l’amore, nelle vite moderne. Un percorso prestabilito, velocità controllate e soste programmate. Mai troppo forte, mai troppo piano, che si rischiano ferite, dolori e sofferenze mai ripagate e senza assicurazione.
L’amore ai tempi del frastuono deve alzare la voce, adeguarsi al volume, mostrarsi per quello che non è. Salvo poi nascondersi se non risponde alle attese e alle regole fissate da altri.
Il treno è partito, corre veloce, forse si schianterà.
Io preferisco non salirci nemmeno.
Vado a piedi.

lunedì 2 agosto 2010

Buone vacanze vacanti

Buone vacanze a voi, sparuti lettori.
Buone vacanze che anche se un po' le ho già fatte, sono quelle d'agosto le più vacanti che ci siano.
Buone vacanze da questi affanni, dalle fatiche di tutto l'anno.
Buone vacanze perché per me lo saranno veramente, con un palpitare nuovo ad accompagnare le onde dello Jonio, gli ulivi e il cielo del Sud.
Buone vacanze, dunque, che per ritornare si fa sempre in tempo e chissà cosa ci attende una volta a casa.